Chiavi di ricerca “Not provided”
Cresce la voce “Not provided” tra le chiavi di ricerca utilizzate dagli utenti provenienti dal motore di ricerca di Google. Vediamo perché.
Per gli utenti che navigano restando connessi a Google+ non è più possibile identificare le parole chiave utilizzate per entrare nei siti ricercati.
Gli utenti loggati con account Google+, infatti, vengono reindirizzati automaticamente sulla versione in https, per la quale viene fornita come chiave di ricerca la voce “Not provided”. Di conseguenza, quando l’utente effettua ricerche su Google essendo connesso a Google+, le keywords utilizzate per raggiungere i siti ricercati non vengono più fornite.
La voce “Not provided“, che è possibile notare nel report delle “Provenienze da Chiavi di ricerca”, indica quindi quante sono le visite ricevute da navigatori che, essendo utenti di Google, navigano ed effettuano ricerche restando loggati nei propri account Google+.
Il dato “not provided” è cresciuto notevolmente a partire dal 5-6 marzo 2012, quando Google ha esteso a tutto il mondo, Italia compresa, il reindirizzamento automatico alla versione in https per tutti gli utenti loggati ai propri servizi.
L’impossibilità di rilevare le chiavi di ricerca inserite dagli utenti che navigano restando connessi Google+ impatta su tutti i sistemi di web analytics presenti sul mercato.
Il grafico nell’immagine evidenzia l’andamento delle visite provenienti da Google con chiave “not provided”. Si nota chiaramente il picco di crescita a partire dal 5 Marzo.
Category: Academy 24 comments »








May 1st, 2012 at 15:23
grazie Myriam per questa spiegazione eloquente e chiara, da principio pensavo che fosse semplicemente una porzione di traffico da fonti “non meglio identificate” ma guardando meglio le statistiche ho notato proprio quel picco di cui parli a partire da Marzo scorso… il problema che mi sorge ora è: come faccio a profilare il mio visitatore senza avere le informazioni necessarie? ah, la dura vita del marketer!
May 3rd, 2012 at 15:44
Eh sì, l’analisi delle chiavi di ricerca rappresenta effettivamente un impegno indispensabile per chiunque si occupi di web marketing o, semplicemente, di gestire un sito web.
A chi ha la necessità di studiare le keywords utilizzate dagli utenti per raggiungere il proprio sito internet, viene richiesto oggi più che mai un ulteriore sforzo in termini di analisi. Per sopperire alla mancanza di informazioni, infatti, è necessario per gli addetti ai lavori “ingegnarsi” sfruttando tutti gli altri dati a disposizione.
Nei report offerti da ShinyStat, accanto alla chiave “Not provided”, è possibile cliccare sull’icona “Pa-Re” (Pagine del Referrer), che consente di accedere all’elenco delle pagine di entrata (landing page) da cui sono arrivati gli utenti per i quali la chiave risulta non disponibile. Analizzando le pagine di entrata e i Re-Pa (cioè i referrer di quelle specifiche pagine), con particolare attenzione alle keywords usate per accedervi, sarà possibile farsi una prima idea di quali potevano essere le chiavi utilizzate da quei visitatori che sono entrati nel sito essendo loggati in Google+.
In seconda battuta, conviene osservare le chiavi ricercate dagli altri navigatori, quelli non loggati in Google+, per verificare se, come e quanto coincidono con le chiavi cercate sugli altri motori di ricerca, metterle in relazione con lo storico di dati eventualmente acquisiti nel tempo e fare le dovute proporzioni. Certo, si tratta di proiezioni statistiche tanto più attendibili quanto più ampia e numerosa è la base dati presa in esame, ma al momento pare l’unica strada percorribile.
Nel frattempo, la nostra divisione di “Progettazione e Sviluppo” sta mettendo a punto automatismi che agevoleranno gli utenti di ShinyStat nell’analisi delle keywords, diluendo su base campionaria le chiavi di ricerca “not provided”.
In attesa di darle presto buone nuove, la invitiamo a seguirci ancora e, se lo desidera, a provare gratuitamente la versione Business di ShinyStat (Prova gratuita ShinyStat Business). Buon lavoro!
May 4th, 2012 at 17:50
Grazie ancora, a quanto prevedo, sarà un ulteriore rompicapo da far capire ai clienti… mi auguro che i vostri sviluppatori facciano in fretta allora
proverò la versione Business quanto prima. Buon lavoro!
June 13th, 2012 at 16:57
Very nice informacion
June 14th, 2012 at 08:46
Thank you!
ShinyStat
July 23rd, 2012 at 16:23
Very interesting post. I was wondering about all those visitors coming from ‘not provided’ keywords. This certainly cleared things up, thanks
July 23rd, 2012 at 16:33
Thank you!
ShinyStat Staff
July 29th, 2012 at 13:17
Grazie per l informazione
September 4th, 2012 at 15:41
Ma sarà possibile bypassare questo problema o dobbiamo abituarci?
September 6th, 2012 at 16:38
La percentuale di chiavi “Not provided” è destinata a crescere in misura direttamente proporzionale all’affermarsi di Google Plus e della tendenza degli utenti a navigare restando loggati nei servizi di Google.
Più utenti entrano nel social network proposto da Google meno chiavi di ricerca risultano disponibili.
Per aggirare il problema, occorre ingegnarsi prendendo in considerazione altre informazioni utili a contestualizzare il dato. Come già risposto ad Alessandro in un commento precedente, ci sono diversi report, tra quelli proposti da ShinyStat, che possono aiutare a colmare il vuoto creato dal diffondersi delle chiavi “not provided”.
In particolare, chi ha la fortuna di poter contare su uno storico di dati sufficientemente rilevante dovrebbe farne tesoro come base utile per le proiezioni statistiche del caso.
In attesa di buone nuove, suggerisco di leggere quanto già risposto ad Alessandro. A presto!
September 13th, 2012 at 11:00
Accanto alla chiave di ricerca No Provided io non trovo l’icona indicata ” Pa-Re” mi può spiegare di preciso dove è questa icona? Grazie.e
September 13th, 2012 at 13:45
Può trovare l’icona “Pa-Re” molto facilmente.
E’ sufficiente entrare nei report, cliccare sulla voce “Provenienze” nel menu a sinistra, quindi su “Chiavi di Ricerca”.
Nella tabella in basso, clicchi sulla voce “Dettagli” a sinistra, in corrispondenza della chiave “not provided”. Qui troverà la colonna “Pa-Re”, cliccando sulla quale arriverà all’elenco delle pagine in cui sono entrati gli utenti dopo aver effettuato una ricerca su Google mentre erano loggati in Google Plus.
Allo stesso report è possibile arrivare anche cliccando su “Provenienze” > “Motori di ricerca” > “Dettagli” in corrispondenza di Google. Qui vedrà apparire l’elenco dell chiavi cercate dagli utenti che hanno utilizzato Google per arrivare nel sito. Cliccando sull’icona Pa-Re a sinistra, in corrispondenza della chiave “not provided”, vedrà apparire l’elenco delle pagine su cui sono entrati gli utenti per i quali non è possibile conoscere la chiave di ricerca.
February 7th, 2013 at 15:13
Finalmente ho capito da dove arriva questo not provided che è una scocciatura. Grazie ancora per l’articolo.
February 7th, 2013 at 15:22
Grazie a te per il commento. A presto
April 22nd, 2013 at 19:06
La crescita ormai smisurata delle ricerche identificate come “not provided” rende sempre più difficile per l’utente ecommerce, per esempio, identificare il proprio target, e una volta individuato, capire di averlo raggiunto correttamente! Tale syndication da parte di Google porterà molto probabilmente le politiche di SEO e una efficacia sempre meno durevole nel tempo e costringerà l’utente sempre più verso politiche CPC e di ADV a pagamento.
April 23rd, 2013 at 14:01
Ciao Simone, intanto grazie per il commento: analisi acuta!
Chissà cosa ne pensano quanti come te si occupano di SEO o, in generale, di posizionamento online.
E’ sempre interessante conoscere il parere di chi opera nel settore.
In attesa di ricevere altri spunti sul tema, ti auguriamo buon lavoro. A presto!
April 23rd, 2013 at 16:23
Grazie a voi per questo articolo, chi si occupa come noi di queste tematiche, continua a studiare giorno dopo giorno, non c’è altro da fare
un saluto.